Wife guys e la rivincita dell’amore romantico

Dopo i primi anni di matching amorosi e successi di coppie felici, le app di dating sono diventate un’altra piattaforma di messaggistica in cui scrollare l’anima gemella per passare il tempo.

Oggi ci stupiamo di assistere a gesti platealmente romantici o confessioni d’amore eterno senza mezzi termini, perché non li viviamo o non siamo capaci di metterli in atto. E quando ci capita di trovarci davanti scene di questo tipo, che sia tra Damiano David e Dove Cameron o la tua migliore amica con il suo futuro marito, piangiamo un po’ anche noi.

Piangiamo sì, e non ci commuoviamo, perché abbiamo bisogno di far cadere qualche lacrima visibile da condividere: che qualcuno guardi anche noi!

In questo spazio solitamente prendiamo tutto molto sul serio, ma questo mese vogliamo dedicarci a un’assenza fondamentale e forse un po’ leggera: il romanticismo.

“Non volere un rapporto sentimentale stabile è ormai ampiamente sdoganato e l’essere single rimane ancora uno status percepito come qualcosa di assolutamente normale, ma spesso anche del tutto indesiderato. (…) Non è che abbiamo perso interesse per l’amore, ma che per una serie di motivi facciamo sempre più fatica a trovarlo”. (Federica Bortoluzzi su lucysullacultura.com)

Sì, perché non abbiamo tempo di essere in una relazione, viene prima il lavoro, il nostro tempo libero, il concerto del mese, l’uscita con l’amica storica e la partita di calcetto.

Per poter essere romantici abbiamo bisogno di innamorarci, di spegnere il cervello e aprire il cuore, di liberarci da ogni impegno mentale. Di essere nudi e senza barriere, niente scroll, niente filtri.

Ma che succede invece alla vita di coppia? A chi in una relazione c’è già e da anni? Succede la stessa cosa: il romanticismo si è nascosto sotto l’ultimo paio di calzini piccoli di un figlio adolescente e se non scrolli sulle app, scrolli sui reel. Non parliamo dei gattini perché ci sembra troppo.

La verità è che bisognerebbe dedicare spazio a coltivare il romanticismo, perché potrebbe essere un modo per tornare a prenderci quello che di più sano e patetico – nel senso etimologico del termine – c’è in una relazione: fermiamoci a guardare il tramonto un po’ di più, sarà bello anche con le nuvole e sempre meglio di uno schermo con filtro luce blu.

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