L’esperienza dell’arte museale ci insegna che le opere sono prima di tutto visive, poi tattili e poi, solo in un tardo momento che chiameremo contemporaneo, libere di comprendere più stimoli sensoriali possibili.
Dal video alla performance, l’arte nel museo è qualcosa di concreto, di tattile, che se non fosse per gli allarmi e le teche a circondare dipinti e installazioni, potremmo addirittura toccare. Ma non nel caso di quanto è contenuto in Audeum, dove il percorso espositivo è inverso: vivere la storia del suono a partire dal suono stesso.
Realizzato da Kengo Kuma nel 2024 e voluto da Michael Chung, fondatore del brand Silbatone Acoustics in memoria del padre, nasce a Seul un museo che supera il concetto tradizionale di museo stesso, raccontando il suono dal punto di vista tecnico, sensoriale e culturale.

Audeum (audio museum) © Namsun Lee
Da struttura di diffusione a medium emotivo, il suono in Audeum si vive, oltre che ammirare; si ascolta oltre che comprende: diventa strumento architettonico pensato per far vibrare l’esperienza della visita, proprio come si comporterebbe uno strumento musicale.
Nel sito del collettivo giapponese leggiamo che “il design esterno utilizza delle lamelle di alluminio sovrapposte verticalmente per creare forme mutevoli, dove luce e ombra si incontrano tra di loro”. L’uso dei tubi asseconda i cambiamenti della luce naturale, creando rifrazioni sempre diverse, come fosse filtrata dagli alberi e insieme cambiasse assecondando il clima e le stagioni.

Audeum (audio museum) © Taiki Fukao
Ogni sala espositiva del museo si serve del legno, “creando una transizione graduale dall’esterno all’interno” (kkaa.co.jp). La finitura e la disposizione del materiale sono poi progettate tenendo conto di quanta importanza vada necessariamente all’acustica degli spazi, che vengono amplificati in senso letterale del termine.

Audeum (audio museum) © Yongbaek Lee
Non si tratta quindi solo dell’edificio: il museo ospita una collezione di apparecchiature storiche, alcune di queste molto rare, per raccontare l’evoluzione del suono dall’invenzione del fonografo nel 1877 a oggi.
Audeum non è solo un museo, ma
un’esperienza immersiva che invita a concentrarci sull’importanza del suono e quindi dell’ascolto;
incita a viverlo come dimensione multisensoriale e insieme necessaria, capace di connettere tecnica e linguaggi.

Audeum (audio museum) © Namsun Lee
