Non ci occupiamo spesso di musica ma ogni tanto capita. Le canzoni dettano il cambiamento dei nostri tempi: l’uso delle parole, la scelta degli arrangiamenti: un’intera produzione racconta gli umori delle nostre società.
Tra pochi giorni uscirà il nuovo album di Francesca Calearo, in arte Madame, una giovanissima artista trapper, famosa nella nicchia già da anni ma in modo definitivo con il suo arrivo a Sanremo nel 2021.
Dopo due album di successo, si è presa tre anni di silenzio per riflettere sulla sua condizione di artista; un momento lunghissimo fuori dai riflettori, troppo lungo per le necessità discografiche contemporanee, ma abbastanza per accogliere con entusiasmo e disarmante consenso il suo ritorno: due singoli e una nuova, imminente produzione.
Madame con DISINCANTO e OK mette a nudo il viaggio della sua condizione: allontanarsi per perdersi e poi ritrovarsi e uscire allo scoperto. Non è stata l’unica di questi anni a sperimentare il disagio della troppo stimolazione, di una fantomatica necessità di produzione. Come lei anche Angelina Mango e prima ancora Sangiovanni, neo star della musica italiana che hanno scelto il silenzio stampa, in un mondo in cui c’è troppo rumore.
Madame sentiva l’urgenza di cambiare: ma a che prezzo? Questa è la domanda che ha scelto per parlare del suo nuovo lavoro discografico, con una campagna che mette in dubbio assiomi come l’amore o il mostrarsi, chiedendosi qual è il costo emotivo del metterli davanti a tutto.
Cartelloni pubblicitari quindi affissi in varie città mostrano l’artista in momenti emblematici e intimi della sua vita quotidiana, accompagnati da domande come “Stare bene: qual è il prezzo?” o “Un’infanzia felice: qual è il prezzo?”. Accanto un QR code e la data di uscita del suo album.
Anni di silenzio e poi il bisogno di raccontare tutto, come liberarsi di un peso o urlare una scoperta sensazionale. E tutto senza avere paura del giudizio, senza timore di sembrare inadeguata. Perché anche essere un’artista ha il proprio prezzo, quello di mostrare sincerità ed esserlo davvero.
Abbiamo scelto di raccontare la storia dell’uscita dell’ultimo album di Madame perché crediamo ci sia bisogno di parlare di autenticità, senza parlare di marketing. Di tornare a dare fiducia a questa parola, senza pensare che chi la usa ci debba per forza vendere qualcosa.
E se in questo caso ci viene il dubbio perché si tratta di una campagna marketing per l’uscita di un disco, supportare una voce che non si condanna ma condanna, è senza dubbio un atto di ascolto verso chi sceglie di condividere le proprie fragilità, sfidando il rumore di fondo fatto di egocentrismo imperante.
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