Da poco la Francia ha introdotto il divieto di utilizzare lo smartphone ai giovani fino a 15 anni di età. In questo spazio abbiamo affrontato la questione varie volte, tenendo traccia di politiche conservative, progressiste, realistiche. Ne abbiamo scritto in modo aperto e multiforme.
Siamo stati con le organizzazioni giovanili che hanno lanciato un appello come un vademecum per i più grandi, quei boomer che non trovano un dialogo con le generazioni che hanno messo al mondo; trovate l’articolo qui.
Abbiamo seguito la cacciata in tribunale di Meta e Tik Tok grazie alla denuncia di una ragazza californiana ne “Il divieto non può essere la regola”. I social creano dipendenza, è un fatto.
Infine abbiamo parlato di tecnocrazia, affrontando la questione da un punto di vista molto più ampio, raccontando del potere digitale e della loro influenza nelle nostre vite, qui.
Ma quello su cui ancora non ci siamo soffermati riguarda i Patti Digitali, una rete in rete (e non solo) di tutela e consapevolezza del web, che invita all’uso etico del digitale, appunto.
Cos’è un patto?
Un patto è una promessa, una presa in carico di responsabilità condivisa, uno scambio di intenti; equi, a volte etici. Un patto è una relazione di conseguenze.
I Patti Digitali sono quegli eventi che cercano di regolare la sfida in cui stiamo navigando, nell’utilizzare uno strumento multiforme, in parte etereo in parte fisico, alimentato da dati e sequenze binarie. Questo insieme di messaggi, viaggia in infrastrutture subacquee e pesantissime, alla velocità della luce, trasportando informazioni.
I Patti Digitali, detta come la dicono loro, è una Fondazione ETS, che si è costituita a Dicembre del 2025 “per sostenere e diffondere la rete dei Patti Digitali in tutta Italia e promuovere l’educazione digitale di comunità.”
Se il divieto non è la regola, quanto è vero che noi viviamo in Italia e non in Francia, ecco cosa abbiamo “rubato” sul sito dei Patti Digitali, per poterne parlare, perché si conosca questa rete e perché si utilizzino i loro consigli: non possiamo vietare qualcosa che sappiamo usare meno di chi la usa da quando è nato, perché fa parte della sua storia, della sua generazione.
Però possiamo limitarne l’uso, perché bene non fa, anche a noi.
Avete quindi pensato a come trascorrere del tempo con figli adolescenti o giovani nipotini, senza che si cominci a scrollare? (o loro o voi). Qui trovate alcuni consigli di giochi da fare in viaggio, al ristorante o in vacanza.
Se andrete a curiosare, noterete come la relazione dal vivo è necessaria e in prima fila: ci siamo stufati di essere connessi per passare del tempo da soli. Almeno in vacanza, permettiamoci di fare altro.
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