Camminare scalzi

Quest’estate almeno uno di noi lo ha fatto: camminare scalzo, in giro. Questo trend è conosciuto come “earthing” o “grounding” ed è del 2012 il libro omonimo firmato da uno dei suoi studiosi, Clinton Ober.

Avere un contatto diretto con il suolo aiuterebbe il nostro corpo a ricaricarsi: “le palme dei piedi sono un vero e proprio campo energetico fisico, alimentato continuamente dalle radiazioni solari. Con le suole delle nostre scarpe o il catrame e il cemento su cui abitualmente camminiamo, abbiamo interrotto il circuito elettrico che ci ricarica costantemente.” 

Riconnettersi alla Terra potrebbe essere un modo per migliorare l’equilibrio interiore, sentirsi vivi e più energici, ridurre preoccupazioni e ansia. Secondo un recente articolo uscito per ilpost.it, su TikTok i gli hashtag dei due termini inglesi hanno rispettivamente ottenuto 163 e 529 milioni di visualizzazioni.

L’estate agevola questa pratica, come se improvvisamente reputassimo l’asfalto pulito e non ci interessasse avere le piante dei piedi nerissime e dolenti.
Ma gli effetti benefici di cui si parla, sono poi realistici?
Purtroppo è noto che non ci siano prove sufficienti ad avvalorare la teoria di Ober e tagliarsi con pezzi di vetro o ricoprirsi di funghi è un possibile epilogo. Eppure.

Eppure la sensazione di libertà che alcuni di noi provano nel camminare scalzi supera i probabili effetti collaterali.
Ai bambini piccoli si fa fatica a mettere le scarpine già dai primi mesi, certo non le useranno per camminare, ma che bella sensazione è vederli scalzi e con i piedi – ancora – liberi?

Curiosi di avere un vostro parere.

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