Viva l’educazione sessuale!

Ad agosto nelle città si ha più tempo. La vita è lenta, i negozi sono chiusi, le persone sono poche, come poche le cose da fare. Fa caldo e se si può si sta in casa, oppure all’ombra di qualche albero. L’importante è muoversi poco, muoversi piano, senza fare troppi sforzi: perché sudare senza motivo?

Si ha infine più tempo per pensare, che vi piaccia o no. Usiamo infatti questo spazio proprio ora, per ragionare con voi sulla Legge 9 giugno 2026, n. 104, per le «Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.142 del 22 giugno 2026.

Cos’è il “consenso informato”? Il concetto è rivolto a tutelare i minori sul ricevere informazioni che potrebbero nuocere alla loro crescita. Informazioni che danneggerebbero il loro pensiero e i loro orientamenti futuri: politici, culturali, sessuali.

L’obiettivo è quindi guidare l’educazione di ragazzi e ragazze, si applica in ambito scolastico e serve a orientare la loro crescita, affinché ricevano informazioni consenzienti su ogni attività curricolare ed extracurricolare.

Ma andiamo più nel dettaglio: la legge ha un obiettivo ben specifico e “obbliga nelle scuole secondarie a richiedere il consenso informato delle famiglie e a fornire alle stesse il materiale didattico che si intende usare per qualsiasi attività che riguardi “temi attinenti all’ambito della sessualità”. Nella scuola dell’infanzia e primaria, come recita l’ultimo comma, queste attività sono del tutto vietate.” (educarealledifferenze.it)

Ma siamo sicuri che vietare l’educazione sessuale sia la giusta strada per crescere persone consapevoli?

Sul sito referendum.giustizia.it abbiamo trovato un’iniziativa popolare che propone l’abrogazione della legge per permettere alle scuole di affrontare il tema affettivo e sessuale in modo libero: diretto e chiaro, inclusivo e autonomo, collegato e attinente ai percorsi formativi già in essere.

Parlare di educazione sessuale non vuol dire parlare necessariamente di atti sessuali, come se dovessimo poi vergognarcene. (Vi è mai capitato di fare l’amore?).

Parlare di educazione sessuale vuol dire fornire strumenti per vivere le relazioni con le altre persone in modo consapevole e sentito. Vuol dire conoscere il proprio corpo, riconoscerlo, imparare ad ascoltarsi e scoprire le proprie emozioni, per capire cosa vuol dire consenso e dissenso.

Visto che è agosto, fa caldo e si ha un po’ di tempo, vi lasciamo un link in cui approfondire l’argomento e magari partecipare, eccolo: referendumeducazioneaffettiva.it

Queste sono le letture da ombrellone che ci piacciono un sacco.

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