La mattina scrivo, Valérie Donzelli

Il gentile punto di vista dei margini.

Una scena del film "La mattina scrivo" di Valérie Donzelli (2026)

Una scena del film "La mattina scrivo" di Valérie Donzelli (2026)

La gente ha bisogno di energia e di speranza, puoi fare di meglio

C’è un fotografo che smette di fare il fotografo per diventare scrittore. Poi, come dice lui stesso, un conto è diventare scrittore, un conto è mantenersi tale.

Sotto tutti i punti di vista: quello economico, quello intellettuale, quello sociale. E poi quello creativo: se la pagina è bianca c’è poco da fare. Ma non per Paul Marquet, che dopo essersi iscritto su un’app di “jobbing” vende a ribasso la sua operosità, arrabattata da un giorno all’altro.

Smonta soppalchi, taglia l’erba con le cesoie, accompagna le persone da una parte all’altra di una Parigi buia e nascosta. C’è poca luce nelle inquadrature, perché i tagli sono sui particolari: volti, gesti, parole. Luci e silenzi.

Una scena del film "La mattina scrivo" di Valérie Donzelli (2026)

Una scena del film "La mattina scrivo" di Valérie Donzelli (2026)

Paul è al verde e ha un solo obiettivo: pubblicare il suo quarto libro, quello che la casa editrice sta aspettando. Quindi va bene qualsiasi cosa.

Solo nei ritagli di tempo scopriamo che è anche un padre, che ha degli amici, una ex moglie. Ma vive solo, perché tutti intorno a lui sono risucchiati dal vortice della produzione, del successo, del consumo. E che che ne dica la sorella, Paul è un vero povero.

La mattina scrivo è un film che non parla di un arrivismo intellettuale, ma parla di una condizione che accomuna ormai molti di noi: quella di arrivare stanchi. Ma non più alla fine del mese, durante tutto il mese. I soldi, motore di una vita che riesce sempre a farla franca, non possono però comprare l’amore.

Sembra che nel suo viaggio alla ricerca continua di sé stesso e di quanto oltre possa spingersi, Paul non aspetta altro che essere riconosciuto per quello che è.

Ma perché è così difficile farsi accettare, quando siamo noi a farlo per primi?

Perché le persone hanno bisogno di etichettare e incasellare parenti e amici dentro la propria cornice, senza mostrare rispetto?

La mattina scrivo prova a dare delle risposte, raccontando le difficoltà di vivere oggi, sia che tu voglia diventare scrittore o tassista, o resistere alla strafottenza della carriera.

A noleggio su chili.com.

Voto da zero a dieci, otto.

Una scena del film "La mattina scrivo" di Valérie Donzelli (2026)

Una scena del film "La mattina scrivo" di Valérie Donzelli (2026)

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