Ismaele Nones, a chi parlo quando parlo

Come mescolare influenze pittoriche in un colpo solo.

Ismaele Nones, "A chi parlo quando parlo", vista dell'installazione al MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, 2025. Photo Roberto Marossi. Courtesy MAC Lissone.

Quando guardiamo i lavori di Ismaele Nones abbiamo una strana sensazione: qualcosa ci è familiare, eppure sfugge. Ci riconosciamo negli occhi dei personaggi, nelle loro pose vediamo un’iconografia rinascimentale che ci rassicura, è la comfort zone degli amanti dell’arte. Ma è lo spazio che abitano che ci porta altrove: luoghi senza tempo, edifici geometrici e insieme sospesi, come se fosse appena passato De Chirico.

Fino alla fine di giugno al MAC di Lissone sono esposte più di cinquanta opere di Nones, che a metà fra il realismo magico e l’arte sacra, costruiscono un terzo spazio visivo fatto di commistione tra presente e passato.

Classe 1992, Ismaele si forma al fianco del padre nell’attività di iconografo. Espone in Italia e all’estero, lavorando a opere pittoriche monumentali, per poi entrare nel mondo della pittura contemporanea con riconoscimenti interessanti e buone segnalazioni. Infatti non ce lo siamo perso.

Ismaele Nones, "A chi parlo quando parlo", vista dell'installazione al MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, 2025. Photo Roberto Marossi. Courtesy MAC Lissone.

Uomini scultorei e donne androgine condividono la tela con animali umanizzati e mitologici, che ricordano a tratti quelli più feroci di Antonio Ligabue, ma che se ne discostano quando, con le loro posture, imitano geometriche rappresentazioni di atti selvaggi.

Poi ci sono oggetti di scena di vario tipo, che meglio abbiamo identificato come “props”: sì, perché anche la piscina o le sdraio, come i vasi o alcuni alberi, sembrano assolvere la funzione decorativa di simboli ricorrenti: sfarzo e inadeguatezza, simulata serenità nel riposo.

Ismaele Nones, "A chi parlo quando parlo", vista dell'installazione al MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, 2025. Photo Roberto Marossi. Courtesy MAC Lissone.

Tutti gli elementi che compongono i quadri di Nones, sono elementi narrativi: giocano con la prospettiva rinascimentale per dipingere un mondo bidimensionale in cui convivono la modernità e la speranza, viste come un ossimoro.

Stride osservare lo scivolo di un acquapark discendere dall’alto di una cupola decorata, così come i tralicci della corrente trionfare sul trotto di cavalli a passeggio. Le opere di Nones si stratificano anche cromaticamente, le campiture di colore piene prevalgono sui chiaro scuri assenti:

non ci sono giochi di luce perché ogni elemento sulla tela brilla di luce propria, sembra essere immortale ed eterno.

Prendetevi un bel pomeriggio per osservare tutto questo, è difficile scorgere nelle opere una via di fuga dove lasciare lo sguardo, ma quando la si intercetta, non ci si stacca più.

Fino al 29 giugno 2025

a cura di Stefano Raimondi
MAC Museo d’Arte Contemporanea di Lissone
viale Elisa Ancona 6, Lissone MB

Ismaele Nones, "A chi parlo quando parlo", vista dell'installazione al MAC - Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, 2025. Photo Roberto Marossi. Courtesy MAC Lissone.

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