Sono anni che l’avvento del digitale minaccia la carta stampata: di farla deprimere, ridurre in cenere, cessare ogni attività che la riguardi.
Nel 2012 in Italia c’erano più di 16 mila edicole; nel 2025 sono scese a meno di 8 mila. In poco più di un decennio si sono dimezzate, soprattutto per il calo prolungato delle vendite dei giornali cartacei: le copie vendute ogni giorno sono passate da circa 4 milioni nel 2013 a meno di 2 milioni oggi. (ilpost.it)
Che ne è allora di queste case sempre aperte, vetrine dell’informazione su carta, in cui i giornalai avevano la loro su ogni quotidiano?
Moltissimi di questi chioschi che oggi evocano un immaginario nostalgico, sono stati abbandonati o presi d’assalto dalla gadgettistica per turisti. Non vendono più giornali e riviste, ma spille, tazze, portachiavi.
Fortunatamente però ci sono le nuove generazioni, come Francesco Lombardo che ha rilevato una vecchia edicola in Porta San Vitale a Bologna e ha puntato tutto sulla comunità: con un team di under 35 lavora per tenere lo spazio sempre aperto, dalle 5.30 della mattina fino a sera. Non si tratta solo di riviste, ma Edicola Fuori Pagina vende anche pubblicazioni indipendenti e libri di vario genere. C’è uno spazio per leggere il quotidiano e uno dedicato alla musica. E sì, anche un punto ristoro.
Ma Francesco non è il solo: prima di lui a Roma nel 2019 apriva Erno, un’edicola “fuori dagli schemi” nel quartiere Prati, dove si trovano riviste indipendenti nei settori di arte e moda, design, fotografia e lifestyle. “L’autenticità di Edicola Erno risiede nell’accogliere progetti nuovi e ambiziosi”, come quello di ospitare ogni mese un pop-up in collaborazione con artisti e aziende che vestono l’edicola con immagini temporanee. (edicolaerno.com)
Non è molto diverso il fenomeno delle NSS edicola nato nel 2023, uno spazio a Napoli e Milano, poi diffuso anche in altre città, che ha l’obiettivo di animare il dibattito sulle edicole e sul loro stato di abbandono, sottolineando la necessità di luoghi di cultura fisici nei centri cittadini. (nssedicola.com).
Perché avere un punto di ritrovo abituale, un momento in cui decidere di informarsi e farlo in modo condiviso è ciò di cui abbiamo ancora bisogno.
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