Ragazzi io vi saluto
Uscito in poche sale, ma riprogrammato per settimane e poi recensito con diverse stelline in giro per il web, Le città di pianura atterra su Mubi dopo aver fatto parlar bene di sé. Ma non in questo spazio.
Speravamo ci piacesse, ma questo road movie non ci ha convinti, eccezion fatta per la colonna sonora di Krano, “un totale di quindici tracce che vanno dal folk contemporaneo al post-rock, un mix di chitarre, suoni ambientali, voci distanti e testi in lingua veneta”. (impattosonoro.it)
La musica infatti narra con suoni distorti e in modo perfetto il peregrinaggio insensato di Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni senza soldi alla ricerca dell’ultimo giro alcolico nelle province venete. Neppure il giovane Giulio riesce a farli smettere e anzi, partecipa a questo viaggio che la narrazione dilunga, senza un reale senso diegetico.
A meno che non lo si trovi nella conquista di Giulia, la ragazza che piace a Giulio ma che la sua goffaggine da secchione non gli permette di raggiungere. E ora che ne scriviamo, la fine di questo film lascia intendere che sia proprio così.

Le citta di pianura, un film di Francesco Sossai (2025)
Tuttavia volendo spoilerare la trama per filo e per segno, non ci si riuscirebbe. L’unica cosa che resta è un equilibrio precario tra realtà e distorsione, come se gli spettatori vivessero nella sbronza dei tre personaggi, durante l’intero film.
Forse era questo l’intento?
La verità è che non si empatizza con nessuno di loro, come non viene voglia di bere neppure un cicchetto. Eppure l’alcool è il vero protagonista.
Forse il dramma sta nel fatto che la vita di provincia questo ha da dire:
una denuncia sulla piattezza di giornate che si ripetono sempre uguali,
alla ricerca di un senso epico tra frasi fatte e ricordi di un passato che di glorioso non conserva nulla. Ma non siamo noi a scriverlo, è proprio la storia che lo dichiara.
C’è a chi è piaciuto proprio per questo: peregrinazioni casuali, senza richieste emotive. Come anche l’intromissione narrativa dell’amico Genio, che partecipa al fallimento di una gioventù sprecata, raccontata male.
Voto da zero a dieci, cinque.
