Curve e spigoli

Viviamo di contraddizioni.

Jinil Park - Exhibition - K Museum of Contemporary Art, Seoul

Jinil Park - Exhibition - K Museum of Contemporary Art, Seoul

Tempo fa siamo incappati in un profilo social che ci ha incuriositi, si tratta del designer Jinil Park.

Da Seul, Park ha un modo singolare di raccontare il suo lavoro: stilizza in bozzetti grafici complementi d’arredo che poi diventano materia viva e concreta. Oggetti che rispecchiano la schiettezza del tratto grafico digitale anche nelle loro forme più solide e reali. E lo fa mettendo in scena una contraddizione.

Sembra da un primo sguardo che i suoi lavori non abbiano peso e che sia invece il peso dell’essere umano a delimitarne il ruolo o l’importanza. Non è effettivamente così? Le forme del design non si sono forse evolute rispondendo alle esigenze abitative ed estetiche della persona che le vive?

Jinil Park - Drawing series

Jinil Park - Drawing series

Ottone, rame e acciaio inossidabile sono solo alcuni dei materiali che lavora e se nel suo sito ci sono diversi disegni che lasciano pensare a forme essenziali e dirette, diversamente dalle composizioni assemblate delle fotografie.

Tavoli e sedie prendono forme solide, la materia risale in primo piano e quello che sulla carta poteva sembrare uno spazio vuoto, dal vivo si riempie di rifrazioni e curve generose.

È proprio in questo scarto tra bidimensionalità e tridimensionalità che si inserisce la ricerca di Park. L’occhio è abituato ad associare lo schizzo a qualcosa di provvisorio e progettuale, mentre nei suoi lavori si ribalta questa aspettativa:

ciò che appare fragile e temporaneo diventa struttura portante.

Le linee in acciaio piegato o in ottone saldato non nascondono la loro origine grafica, anzi la rivendicano. Ogni curva racconta il movimento della mano, ogni intersezione è un punto di equilibrio tra idea e costruzione.

Il suo lavoro fa spazio a una riflessione più ampia sulla rappresentazione del design e l’arte contemporanea: dove finisce il disegno e dove inizia l’oggetto? Park ci racconta che la distanza tra progetto e prodotto non crea due entità creative distinte, ma rivela uno spazio fertile da abitare. Il “vuoto” che nei bozzetti definisce le superfici, diventa aria, luce, attraversamento.

Jinil Park - Drawing series - Chandelier sketch

Jinil Park - Drawing series - Chandelier sketch

Le sue strutture non chiudono, ma danno concretezza allo spazio.Osservando i lavori di Jinil Park si ha l’impressione che il design possa ancora sorprendere, non attraverso l’eccesso o la complessità, ma tramite un gesto semplice e schietto. Un disegno che diventa sedia o una linea che delimita uno spazio. In un’epoca in cui il digitale tende a smaterializzare tutto, Park compie il movimento opposto: restituisce peso e consistenza all’immagine, ricordandoci da dove è importante partire e cosa è possibile costruire.

Jinil Park - Drawing series, Lighting collection

Jinil Park - Drawing series, Lighting collection

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