Il cinema all’aperto

Quando il film e lo spazio raddoppiano la magia.

Arena Puccini all’Ippodromo, 2026 © cinetecadibologna.it

Arena Puccini all’Ippodromo, 2026 © cinetecadibologna.it

Capita verso la fine di maggio di voler godere a tutti costi delle lunghe giornate. Della luce diffusa e duratura o delle interminabili nove di sera: sapere che ci sia ancora qualche raggio di sole soffuso e addormentato ci fa sentire bene.

Non siamo più disposti a cedere il passo al buio e le sale cinematografiche, che vivono proprio di questo, chiudono la stagione. Ma non tutte.

Molte di loro infatti si trasformano in arene estive e ripercorrono la programmazione dell’anno sotto i cieli delle città. Gli orari degli spettacoli inaugurano il dopo cena, quando il sole non c’è più, per permettere allo schermo all’aperto di brillare insieme alle stelle e proiettare molti dei film che probabilmente abbiamo perso.

Ma non si tratta solo di questo: ci sono luoghi speciali che aprono proprio per l’occasione e che la magia del cinema rende ancora più preziosi. Trasformano la proiezione in un momento che va al di là del semplice evento, che attiva lo spazio, lo trasforma e lo racconta in modo diverso.

Vediamone alcune.

L’Arena Puccini a Bologna si nasconde dietro l’edificio del DLF – Dopo Lavoro Ferroviario. All’interno del parco ricreativo e sportivo in via Serlio e vicinissimo alla stazione, fu costruita un’arena stabile all’aperto intitolata a Giacomo Puccini. Era il 1925 e la struttura, interna alle Ferrovie dello Stato, nasceva con lo scopo di “promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere dei ferroviari”, mettendo in scena opere liriche, stagioni di teatro popolare e kermesse cinematografiche durante i mesi estivi. Da anni il cinema Lumière cura la programmazione estiva delle proiezioni, rispettando la tradizione senza mancare mai agli appuntamenti.

Arena Puccini all’Ippodromo, 2026 © cinetecadibologna.it

Arena Puccini all’Ippodromo, 2026 © cinetecadibologna.it

A Roma invece, nel cortile del cinema di Nanni Moretti, parte la rassegna estiva del Nuovo Sacher: un anfiteatro in miniatura con morbidi cuscini per le proiezioni della stagione invernale. L’edificio fu progettato dall’architetto Ettore Rossi e costruito tra il 1936 ed il 1938 nel quartiere di Trastevere, tra le mura gianicolensi e Porta Portese. Anche in questo caso la struttura era stata pensata come un dopolavoro, non dei ferrovieri però, ma dei dipendenti dei monopoli di Stato. Dopo la seconda guerra mondiale lo spazio divenne un teatro di varietà e successivamente una sala cinematografica.

Spostandosi verso sud il panorama cambia faccia e non c’è edificio che tenga quando le proiezioni si fanno al mare: a Napoli da qualche anno torna “Arena”, manifestazione che porta il cinema in due luoghi della città: il lungomare del Lido Mappatella alla Rotonda Diaz, e la spiaggia di Vico Marina a San Giovanni a Teduccio, nella zona orientale della città. Il programma alterna film recenti, omaggi al cinema napoletano e proiezioni speciali, con la possibilità di incontrare alcuni protagonisti del mondo del cinema italiano. Tutti gli appuntamenti sono gratuiti fino a esaurimento posti.

Lido San Giovanni a Teduccio, Napoli © Nest Napoli Est Teatro (Facebook)

Lido San Giovanni a Teduccio, Napoli © Nest Napoli Est Teatro (Facebook)

Non solo sabbia e teatri storici, ma anche piazze: a Firenze la rassegna “Apriti Cinema” ospita fino a fine Luglio 180 persone a sedere nella suggestiva cornice di Piazza Pitti. Il maxi schermo di quattro metri per quattro è posizionato lungo il lato sinistro del Palazzo omonimo, nei pressi del Rondò di Bacco.

"Apriti cinema", Piazza Pitti, Firenze © exibart.com

"Apriti cinema", Piazza Pitti, Firenze © exibart.com

Ne abbiamo selezionate solo alcune, ma ogni città ha le sue: arene nascoste nel verde di luoghi che d’inverno spesso sono inaccessibili. Questi spazi, alcuni nati come fonte di svago per lavoratori e lavoratrici, sono oggi custodi di memoria e allo stesso tempo simbolo di attualità: sono testimonianze di come la cultura possa trasformare anche gli angoli più nascosti delle città, in palcoscenici a cielo aperto in cui sentirsi parte di una comunità, anche senza conoscersi.

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