Ascoltare musica è un atto dalle varie sfumature: contemplativo, casuale, aggregativo e potremmo andare avanti per diverse righe ancora.
La cosa che però ha sempre contraddistinto il modo in cui la ascoltiamo, è legata al supporto: dove, se siamo in casa? I più fanatici ma anche i figli di una generazione già grande, hanno ancora il vecchio giradischi. Quello con la teca in plexiglass per tenere lontano gli acari, quello con il pennellino se la teca manca e la puntina per selezionare le tracce.
Dopo il giradischi, arrivano il mangianastri, lo stereo con il lettore CD e da qui in avanti una serie di casse bluetooth per collegare device di ultima generazione a qualcosa che amplifichi il suono.
In questo breve excursus evolutivo, ci siamo soffermati su un nuovo prodotto di design che recupera dal vintage la concezione di guardare suonare la musica, quindi asciuga la materia e riduce all’essenziale quello che prima era esposto agli acari, appunto.
Nasce Thuono, società audio italiana che progetta e realizza giradischi high-end ad altissime prestazioni sonore. Dal sito leggiamo che “combinando tecnologia avanzata e meccanica di estrema precisione, ogni giradischi è il frutto di una ricerca meticolosa sulla forma e sulla funzione.”

Giradischi Thuono TH400 © Thuono
Al momento esistono tre modelli: il binomio di alluminio e marmo si ripete nei primi due, mentre per il TH300 il marmo ha l’esclusiva sul telaio. Su tutti la qualità del suono è garantita da un “sistema di trazione a cinghia in combinazione con volano, sospensioni magnetiche e clamp avvitabile.”
Essenziali, eleganti e davvero poco ingombranti, questi giradischi risolvono il problema dello spazio, affidandolo al disco: è lui il protagonista indiscusso dell’ascoltare e si prende tutto l’ambiente di cui ha bisogno.
Ma cosa resta dell’emozione legata a un oggetto di culto a cui siamo affezionati?
Potremmo chiederlo agli amatori, che magari ci stanno leggendo proprio in questo momento.
