Passeggiare in Appennino

Quando nelle riserve naturali vivono nuovi spazi

Michele De Lucchi e Mariangela Gualtieri - Nella terra il cielo (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Lorenzo Marianeschi

Michele De Lucchi e Mariangela Gualtieri - Nella terra il cielo (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Lorenzo Marianeschi

Nell’appennino pistoiese esiste uno spazio dedicato all’arte e all’architettura contemporanea, che riapre ogni estate. Si chiama OCA e sta per Oasy Contemporary Art and Architecture.

In vista di questi lunghi giorni assolati, abbiamo deciso di tralasciare le grandi città e gli edifici urbani, gli oggetti d’arredo o il design di interni, per concentrarci su ciò che l’esterno esibisce, sia per sua natura, che per agenti creativi.

Abbiamo scoperto la riserva naturale Oasi Dynamo, dove fino al 7 novembre sarà possibile perdersi nel bosco attraverso installazioni architettoniche di artisti come Alejandro Aravena, Stefano Boeri, Mariangela Gualtieri e Michele De Lucchi, Kengo Kuma, Davide Quayola, David Svensson, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun.

Quayola - Erosions (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Mattia Marasco

Quayola - Erosions (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Mattia Marasco

Privilegiamo da sempre il dialogo tra edifici e natura, ma solitamente ci troviamo a raccontare di strutture già previste per un contesto urbano, dove il verde deve essere ripensato o a cui va lasciato dello spazio necessario.

In OCA avviene esattamente il contrario. Il percorso espositivo guidato dalla direzione artistica di Emanuele Montibeller, risponde alla domanda: “Come abiteremo il mondo?”

A rispondere sono stati chiamati architetti e urbanisti che hanno lavorato a opere site specific, capaci di entrare in simbiosi con la vegetazione e adattandosi alle caratteristiche locali.

Non ci sono risposte prestabilite: tutte le installazioni […] forniscono esempi o prototipi di una possibile riorganizzazione del nostro “stare al mondo” e rappresentano in fondo le tappe o i tasselli di una narrazione aperta, dialogante, cogenerativa.”

(n.d.r)

L’installazione dell’archistar Kengo Kuma ad esempio è un viaggio dinamico tra gli alberi, in cui una trama in acciaio e fibra di carbonio si espone alla vista dei passanti, tra curve e reticolati ben organizzati. Grazie alla sua leggerezza vibra al vento, rispondendo ai suoni della natura che lo circonda.

Kengo Kuma - Dynamo Pavillion (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Lorenzo Marianeschi

Kengo Kuma - Dynamo Pavillion (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Lorenzo Marianeschi

Il suo è un approccio aperto, “oltre i confini, che richiama sensibilità molto diverse da quella occidentale, e dunque suggerisce di riconsiderare la relazione uomo-natura sulla base dei “vuoti” e dei silenzi”.

Stoica l’opera del designer Michele De Lucchi, che da tempo collabora con la poetessa Mariangela Gualtieri. Qui una piramide angolare, priva dell’apice, si apre al cielo e raccoglie la luce al suo interno. Il dialogo tra il dentro e il fuori è costante, quasi a sfidare un confronto ad armi pari tra uomo e natura.

Michele De Lucchi e Mariangela Gualtieri - Nella terra il cielo (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Mattia Marasco

Michele De Lucchi e Mariangela Gualtieri - Nella terra il cielo (2025) - OCA - Oasy Contemporary Art © Mattia Marasco

Passeggiando in questa riserva ci sembra di non sentirci ospiti, ma co-abitanti e per rispondere alla domanda iniziale: come abiteremo il mondo? Potremmo dire: solo insieme.

Note dal comunicato stampa, “Come visitare OCA”

Il viaggio inizia già al parcheggio, in località Croce di Piteglio, dove i visitatori lasciano l’auto: OCA, infatti, si raggiunge solo a piedi, con una passeggiata nel bosco di circa mezz’ora. Dal parcheggio si costeggiano prima alcune case, poi più nulla: solo bosco, alberi e il rumore del vento.

Questo lento regredire dai segni della civiltà umana alla natura permette alle persone di compiere un percorso anche spirituale, alla riscoperta di sé e del proprio rapporto con il pianeta.

Usciti dal fitto degli alberi, si arriva in un ampio pianoro soleggiato, dove si viene accolti in quella che un tempo era una stalla, che oggi ospita lo spazio espositivo in cui è possibile visitare liberamente la mostra “L’arte è wow!” a cura di Fondazione Arte Dynamo.
Si accede, invece, al percorso ad anello partecipando alle visite guidate giornaliere (alle 11 e alle 15) prenotando con 48 ore di anticipo.

Il percorso si sviluppa in circa un’ora e mezza di cammino tra le opere e gli elementi naturali dell’Oasi.

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